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Google, cosa ne fai di noi?

Questo sarà un articolo un po’ “spinoso” poiché parleremo di una cosa che oramai viene inflazionata da qualsiasi fonte di informazione, una cosa che ci sentiamo ripetere mille volte al giorno senza però renderci mai conto della sua importanza, parliamo di privacy; nel caso specifico di privacy in relazione a Google il più usato motore di ricerca al mondo.

googleplex

Il GooglePlex quartier generale di Google.

Partendo dal presupposto che personalmente non ho nulla contro Google (anzi uso anche alcuni suoi servizi) e che l’articolo non mira ne a screditarlo, ne a demonizzarlo, inizierei con un analisi cronologica dei fatti:

1996 – nascita del progetto Google all’università di Stanford da parte dei suoi fondatori Larry Page e Sergey Brin.
1997 – 1998 – finanziamento da parte di Sun Microsystems che rende possibile la nascita della società Google Inc.
1999 – Le richieste di ricerche aumentano esponenzialmente da 10.000 a 500.000 con una certa risonanza nelle testate mediatiche.
1999 – Donazione da 25 milioni di dollari e spostamento della società nel “GooglePlex”, iniziano le importanti collaborazioni con i portali affermati dell’epoca (AOL/Netscape Virgilio).
2000 – richieste di ricerca salite a 5 milioni al giorno e conseguimento dei premi Webby Award e People’s Voice Award, Google diventa il motore di ricerca più usato nel pianeta.

Negli anni a seguire vengono implementate moltissime altre funzioni, nel frattempo (2004) la Google Inc. era diventata una delle società più ricche del pianeta con 2,5 miliardi di dollari l’anno di fatturato, grazie anche alla nuova concezione della pubblicità, la pubblicità “intelligente”, detta AdWords.
Come ha fatto un progetto uscito da una università a diventare una delle società più ricche al mondo? Semplice , con i dati degli utenti.

Molto spesso sottovalutiamo la vera potenza dei nostri dati, delle nostre scelte e delle nostre preferenze, in un mondo dove ormai internet è in qualsiasi dispositivo elettronico e dove la connettività senza fili è praticamente fruibile in qualsiasi luogo, internet diventa un perfetto strumento per tracciare la nostra personalità, la nostra vita, le nostre abitudini e tutte le preferenze di qualsiasi tipo, praticamente diventa uno strumento per sapere chi siamo e cosa facciamo.

Vediamo cosa fa Google quando noi cerchiamo qualsiasi cosa, prima di tutto ci fa salvare (implicitamente) un cookie,  con scadenza a circa 30 anni che identifica univocamente chi siamo, anche se facciamo ricerche diverse, il cookie resta mettendo quindi in relazione l’identità fornita da esso a tutte le nostre ricerche (fino a 30 anni). Oltre al “Cookie Eterno” Google salva altri dati su di noi ovvero:

  • Indirizzo IP
  • Data e Ora della ricerca
  • Tutti i termini cercati
  • La configurazione del vostro PC (Sistema operativo, browser, ..)

Tutto questo viene conservato praticamente in eterno da Google dentro i suoi archivi illimitati nel Googleplex, senza limiti di tempo e senza restrizioni sull’accesso, il motivo per il quale Google raccolga questi dati è incognito; per non parlare poi della cache di Google che alcuni legali ritengono addirittura illegale per motivi riguardanti diritti d’autore che non sto qui ad elencare.
Google è forse il più grande archivio di dati sulla vita delle persone esistente sul pianeta, con ormai centinaia di milioni di ricerche al giorno mantiene in memoria le preferenze, le caratteristiche e le mentalità di interi continenti, compresi gli andamenti di mercato, detiene inoltre una grossissima fetta di pubblicità sul web.

Come e perché Google usi questi dati è un mistero, il fatto che li tenga praticamente in eterno è davvero strano, fatto sta che se almeno una volta avete usato questo motore di ricerca, lui sa già chi siete, di dove siete, perché usate il web e cosa vi piace, il tutto senza che voi ve ne rendiate minimamente conto.

Nessuno può affermare con certezza che Google venda questi dati, che li tenga per se o che li usi solo per la pubblicità mirata (L’AdWords), parlando a titolo personale però tutto questo mi inquieta molto.
Google ha assunto le fattezze di una delle più potenti “spie” del nuovo millennio che ci conosce senza averci mai realmente incontrati.
Spero di non essere stato troppo paranoico e complottistico, come ultima nota vi consiglio di farvi un giro su Scroogle un sito che offre un servizio anonimo di ricerche mediante Google, in pratica rende anonime le ricerche che fate su Google tramite proxy, inoltre l’autore del sito illustra come e perché (secondo lui) i nostri dati vengono presi e archiviati.

Tutte le imamgini sono proprietà dei rispettivi autori che possono contattarmi per rimuoverle in qualsiasi momento.

gennaio 13, 2009 - Posted by | informatica, informazione, privacy, sicurezza, tecnologia | , , , , ,

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