I Have a Dream!

Lasciate risuonare la libertà..

Nuove uscite in ambito Power, gli Axxis forgiano l’album Doom of Destiny

band Salve a tutti gli appassionati di musica, rieccoci con un’altra recensione musicale, la prima del 2008, e volevo iniziare l’anno nuovo con un bel disco di
Power Metal e iniziamo appunto con la band tedesca degli Axxis, chi li conosce bene sà che agli esordi (si parla all’incirca dell’alba degli anni ‘90) la band era caratterizzata da un sound tutt’altro che power, che trova posto tra l’hard rock e l’heavy metal, adesso invece si nota questa graduale ”mutazione” sonora che, al contrario di quanto è successo con molte band che hanno intrapreso la stessa strada abbandonando i generi d’esordio, non ci fa minimamente rimpiangere ciò che è stato ma, ci fa ben sperare per ciò che sarà.

Passiamo al disco in questione, che esce dopo circa 15-16 mesi dal predecessore Paradise in Flames, gli Axxis si ripropongono con questo Doom of Destiny un suono non troppo pesante da digerire, misto fra parti melodiche e riff veloci dalle atmosfere epiche, con un parco vocale diverso, che alterna la dolcezza della voce femminile, in questo caso recitata da Lakonia, e una certa impronta profonda e maschile che ci regala Bernhard Weiß, insomma ci sono tutti i presupposti per ricevere una bella miscela di nuove emozioni, non resta che inserire il disco e andare in Play!

Cover

Iniziamo il viaggio nel mondo di Doom of Destiny con un’intro di più di 1 minuto chiamata Voices Of Destiny caratterizzata da voci corali, che definirei epiche, che danno un anticipazione di ciò che stiamo per andare ad ascoltare, l’impatto non è immediato ma si capisce subito dall’introduzione con cosa avremo a che fare e quindi ancora più incuriosito proseguo con l’ascolto della seconda traccia, la master track Doom of Destiny (Arabia) caratterizzata da un certo influsso appunto per così dire “orientale”, il brano parte subito senza troppi complimenti in maniera piuttosto veloce, con riff man mano più potenti, in primo piano spicca la voce di Bernhard che viene addolcita e accompagnata in certi punti dalla voce in simbiosi di Lakonia e da un accompagnamento che in alcuni tratti moderato, riprende subito lo stile di poco prima senza però creare brutte stonature, da questo pezzo, introdotto imponentemente ed interpretato in modo superbo andiamo alla traccia seguente intitolata Better Fate, e quì nessun dubbio sorge sulla radice power della traccia, che lascia trasparire pochi momenti puliti sempre rigorosamente accompagnati dalla voce femminile per lasciar spazio a riff duri e decisi che verso la fine sfociano in momenti puramente strumentali dove la chitarra del buon Wriedt viene messa in primo piano accompagnata e messa in risalto dalla tastiera, devo dire non troppo presente in quest’album, e dalle due voci che cantano all’unisono, in un coktail di suoni che rende il pezzo molto gradevole anche se forte e deciso nel solcare le note di un power che questa band sta cercando di addomesticare e che stia cercando di interpretare, a mio avviso, con risultati molto promettenti.
Ora tocca alla traccia numero 4, un titolo che mi incuriosisce, Bloodangel, si inzia con le tastiere per poi arrivare a chitarra e batteria, riff decisi e voce fin da subito marcata e sicura, accompagnata egregiamente da batteria e chitarre che fanno il loro dovere in tutto il brano, si nota anche la bravura di Wriedt ad interpretare le variazioni di tempo, dai momenti di assoluta velocità e ritmo a passaggi melodici per poi ritornare ad accompagnare nuovamente le voci, un brano che dona all’ascoltatore belle sensazioni, alternanza tra decisione e velocità. Si passa adesso alla traccia numero 5 dal titolo I Hear You Cry già dal titolo si intuisce che è un brano che parla di lacrime e dolore, interpretazione molto bella da parte di tutti e due i cantanti, soprattutto nell’alternarsi fra loro sia per dare un tocco di dolcezza malinconica, con la voce femminile, che per dare vigore con la voce maschile, devo dire che è stata un’intuizione azzeccata da parte del gruppo quella di cantare insieme ad una donna con una voce così, dal punto di vista musicale è un brano che marca con forza le vie dello speed-power, con la chitarra che spezza in momenti puramente melodici, mentre tastiera e batteria accompagnano con forza, specie per quest’ultima, sia le note metalliche della chitarra che la voce, alternata fra dolce e amaro dei cantanti, dando come risultato un effetto alla canzone di durezza e melodia giustamente calibrati. Adesso è il turno di The Fire Still Burns, un brano che spezza la tendenza hard dei precedenti dandoci un’atmosfera quasi romantica dove incontriamo la presenza in primo piano di tastiera, batteria e addirittura un sax che ci introduce al pezzo, le voci pulite e orientate verso l’armonia piuttosto che allo scream ci offrono un brano molto orecchiabile e da cantare, un ottimo metodo per spezzare la monotonia che può crearsi quando in un disco tutti i brani sono orientati verso lo stesso genere; lasciandoci cullare dalla melodia di The Fire Still Burns ci avviamo verso il pezzo numero sette del disco,Father Father inizia con la candida voce di Lakonia accompagnata dalla tastiera, che ci fa pensare ad un’altro brano calmo e melodico, tutto però viene smentito quando, con prepotenza, entrano batteria e chitarra che ci ricordano che quello che stiamo ascoltando è un disco degli Axxis, il brano prende vie dure e veloci sia per gli strumenti che per le voci, cantando e suonando in contemporanea con un ritmo molto veloce e serrato quasi tutto d’un fiato senza pause, anche le parti dove le chitarre sono in primo piano non cambiano ritmo mantenendo tutta la canzone su livelli di velocità e potenza abbastanza alti, una bella ventata di energia pura che finisce solo quando ci rendiamo conto che è cominciato l’altro brano: Revolutions introdotto da un pianoforte dolce che non tarda ad essere raggiunto da chitarre e batteria, un brano in stile puramente power che incontra momenti di sola voce e pianoforte, e momenti di sola chitarra e batteria un bel miscuglio che non ha forti sbavature. Passando Revolutions ci viene incontro She Got Nine Lifes devo dire una delle mie preferite dell’album, comincia con la sottile e delicata voce femminile di Lakonia subito dopo sovrastata dall’imponente voce di Bernhard e dal resto del gruppo che l’accompagna in maniera decisa (decisa è un eufenismo), concedendo solo piccoli spazi alla voce di Lakonia di apparire, un brano decisamente con un’impronta forte questa volta che pone come punta di diamante la voce e che mette dietro ad essa una batteria e delle chitarre forgiate solamente per un accompagnamento duro senza ripensamenti, con lo stesso concetto si ci presenta Devilish Belle sicuramente una canzone che riprende un attimo la vecchia natura hard rock degli Axxis per mischiarla a queste nuove sonorità scoperte da poco, quindi impone una voce costante e una sonorità non troppo spinta che però lascia trasparire una fusione fra vecchia e nuova scuola evidente e, a mio avviso, fatta senza l’ombra di stonature o errori, notiamo anche una chitarra che si impone, specie verso fine brano, con melodie e assoli molto belli e veloci che fanno gustare ancor di più il singolo brano ma anche la totalità del disco. Concludiamo questa esplorazione di Doom of Destiny con un brano che oserei dire, ha un qualcosa di gustosamente epico, “Astoria” comincia e finisce con i riff veloci di queste chitarre ormai infuocate ed una voce dura e decisa che non teme di farsi sentire per tutto il brano, quasi nessun cambio di tempo e nessun momento pacato in una canzone che esprime vigore, forza, e la decisione di un gruppo di intraprendere una strada che evidentemente lo affascina, rinnovandosi ma non dimenticando il passato così da creare suoni power con l’aggiunta del loro stile Hard Rock \ Heavy Metal che oramai è parte di loro stessi, ottima l’idea anche di affiancare una parte femminile al cantante così da rendere la parte vocale non monotona, poter fare sfaccettature sonore e dare più emozioni all’ascoltatore che non viene stancato.

Lakonia

Possiamo dire che anche questa volta gli Axxis ci hanno riservato un ottimo lavoro artistico, degno del loro nome, una miscela esplosiva di voci e suoni che tendono sempre di più al power, il mio personale consiglio è solo uno: comprate questo disco perchè vale veramente! Alla prossima recensione!

gennaio 20, 2008 - Posted by | informazione, metal, musica, news, recensioni | , , , , , ,

1 commento »

  1. Everyone loves what you guys tend to be up too. Such clever work and exposure!
    Keep up the fantastic works guys I’ve added you guys to blogroll.

    Commento di gold-chart.net | aprile 11, 2013 | Rispondi


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