I Have a Dream!

Lasciate risuonare la libertà..

Gli Alter Bridge con il nuovo album “Blackbird”

Salve a tutti!

Alter BridgeEcco il mio secondo articolo sul blog, ormai ci sto prendendo la mano (e gusto), in questo articolo scritto di lunedì mattina volevo parlare di un recente album che ho ascoltato: “Blackbird” album degli Alter Bridge che sicuramente merita un minimo di attenzione! Iniziamo con il dire che gli Alter Bridge sono una band statunitense, e io non è che vada matto per le band d’oltreoceano, però quest’album mi ha colpito, perchè? Innanzitutto amo il Rock, Alter Bridge sono un gruppo HardRock & PostGrunge che si ispira alle sonorità degli anni ‘70 (mitici anni 70) rendendo però i suoni più “moderni” e dinamici grazie anche all’estenzione vocale del cantante Myles Kennedy e ai grandi assoli di chitarra forgiati da Mark Tremonti.

Inziamo con l’ascolto dell’album!

La prima traccia “Ties That Bind” inizia con un leggero arpeggio di chitarra che progressivamente diventa sempre più marcato fino a sfondare come un ariete impazzito con riff molto simil-power, si nota con molta gioia che la voce di Myles è molto migliorata (parere opinabile) come intonazione e quindi risulta molto più gradevole all’ascolto, il brano continua con riff brevi e potenti alternati da leggeri spazi sonori realizzati con la chitarra, continuiamo con “Come To Life” brano che inizia subito con un certo vigore, sonorità ”moderne” e ben definite con veri e propri ”colpi” di chitarra alternati alla bellissima interpretazione vocale di Myles del testo, noto con piacere che anche i mini-assoli di chitarra, accompagnati da una ottima batteria, sono molto orecchiabili anche in questo brano, il resto della canzone procede sempre sullo stesso stile con un fade finale che ci introduce al prossimo pezzo.

Eccoci davanti a “Brand New Start” , stavolta abbiamo un leggero cambiamento di stile, si inizia piano con un bel ritmo acustico, dopo un breve pezzo introduttivo inizia il cantato con il vocalist che esprime tutta la sua bravura in questo brano senza essere coperto da forti riff o violenti pezzi di batteria che potrebbero coprire la voce, a proposito di batteria in questo brano si nota anche il miglioramento e la bravura di Scott Phillips che accompagna il nostro cantante per tutto il brano egregiamente, sempre però appoggiato dalla chitarra elettrica non troppo invasiva che ci fa gustare ancora di più la voce di Myles. Se questo era un pezzo “tranquillo” si ritorna al vecchio stile degli AlterBridge con “Buried Alive”, una sorta di cocktail fra un HardRock e un Post-Grunge ben adattato al periodo musicale odierno, con un tempo di esecuzione quasi costante e una melodia orecchiabile, non trascurando di certo periodi sonori più “forti” che tanto piacciono agli amanti dell’HardRock classico.

Eccoci giunti a “Coming Home”, brano che inizia e finisce duro, non dà adito a dubbi: il gruppo si muove verso una strada sonora sempre più Hard, bene! Per quanto riguarda il brano dicevo prima, inizia forte con i riff sparati e abbastanza veloci, il cantante aumenta progressivamente la tonalità vocale e la batteria si alterna da momenti di sano Rock a momenti di vero e proprio HeavyMetal, ascoltando l’album sembra di essere ancora alla seconda traccia ma si arriva alla numero 6 senza neanche accorgersene, la traccia si chiama ”Before Tomorrow Comes” sembra una sorta di mix di stili tra “Come to Life” e “Buried Alive”, orecchiabile anche questa traccia, ma non stancante, quì ripercorriamo uno stile più Grunge della band, senza però cadere completamente nel Grunge grazie ad alcuni pezzi veloci di chitarra che ci riportano alla mente l’HeavyMetal, ora è il momento di “Rise Today” pezzo calmo anche questo, introduzione con chitarra e poi prosecuzione con i soliti “schitarramenti” veloci ma non troppo duri questa volta, solita voce spettacolare di Myles Myles che personalmente ritengo uno dei migliori vocalist del genere) e batteria davvero ben “martellata”. Adesso la punta di diamante dell’album, il brano “Blackbird” che inizia con il solito arpeggio sta volta però, accompagnato subito dalla voce del cantante per poi portarci verso accordi puramente Metal, forti duri e freddi come il metallo, batteria ben utilizzata per accompagnare il tutto, (anche lei molto “dura”) fra alternanze di arpeggi molto soft e pezzi quasi gridati, che rendono il pezzo uno dei migliori dell’intero album, proprio per la capacità di alternare Soft&Hard senza provocare sbavature musicali,

il brano finisce allo stesso modo di come inizia, in maniera quasi ”spigolosa”, lasciandoci alla traccia 9 “One By One”, quì si capisce subito dove la band statunitense vuole andare a parare, si parte con ferro puro addolcito poi da accordi melodici della chitarra accompagnati da una splendida interpretazione vocale, specie nel ritornello, il brano termina con un grido di Myles e 3 – 4 secondi di silenzio. Traccia 11 “Watch Over You”, sta volta Tremonti e Phillips si danno una calmata accompagnando il cantante in un pezzo prettamente melodico senza nessun riferimento ai pezzi precedenti, d’altronde gli Alter Bridge come riferimenti musicali hanno altre band americane di fama mondiale, Nickelback in primis, e infatti sembra proprio di sentire un loro brano con un sonoro più marcato.

Si arriva così a “Break Me Down”, anche questo brano leggermente più calmo rispetto agli antecedenti (Watch Over You escluso), pochi riff e qualche alternanza fra le “schitarrate” del ritornello e le sonorità calme dell’intero brano. Questi brani “calmi” ci rilassano per poi riportarci agli accordi gelidi buttati giù fin da subito di “White Knuckles” che ci riempie di riff e tratti vocal molto marcati, siamo quasi alla fine dell’album, incontriamo le traccie “Wayward One” e “The Damage Done”, la prima ricorda molto un pezzo di Rock classico cantato alla Nickelback mentre il secondo ci fa finire l’album con suoni ben diversi e più potenti, un sonoro più rifinito sia dal punto di vista vocale che dall’accompagnamento musicale, soliti ritornelli orecchiabili però più contornati da riff veloci stile Metal, alla fine il pezzo con la chitarra ci fa gustare a pieno tutto il brano e fa pensare di aver fatto un ottimo acquisto!

Conclusioni

Questa volta gli Alter Bridge hanno sfornato un ottimo prodotto, adatto sia ai più “duri” di orecchio sia a coloro ce amano sonorità non troppo forti, l’alternanza fra brani tranquilli e brani più in stile metal con una spruzzatina di post-grunge che non stona è ottima e non stanca l’ascoltatore, perciò non resta che dire compratelo!

novembre 19, 2007 - Posted by | musica, recensioni | , , , ,

8 commenti »

  1. Premetto di essere uno dei più grandi (forse il più grande) fan degli ab, nonchè cantante e bassista di una loro tribute band…Il disco è certamente il miglior lavoro sfornato da tremonti e co. in tutta la loro carriera (tra creed e alter bridge), ma devo ammettere che questa recensione lascia molto a desiderare…Un sacco di considerazioni e descrizioni musicalmente infantili buttate giù senza alcun senso…A mio avviso dovevi spendere qualche parola in più sull’epica “blackbird”, e soprattutto mi devi spiegare come fa “before tommorow comes” ad essere un mix tra “come to life” e “buried alive”…Cmq mi fa sempre piacere leggere qualcosa scritta sugli alter bridge, un grande gruppo che non ha niente a che vedere con i creed, ma che purtroppo è poco conosciuto…Long live rock ‘n roll!!!

    Commento di Myles | dicembre 5, 2007 | Rispondi

  2. @ Myles

    Innanzitutto grazie per il commento, le critiche sono sempre ben accette vedrò di migliorare con le recensioni (in fondo sono le prime che scrivo) per quanto riguarda la storia del mix ovviamente era inteso a livello di tempo e “forza” del brano non intendevo di certo un miscuglio fra i due brani.
    Sempre long live rock ‘n roll🙂

    Commento di millantatore | dicembre 5, 2007 | Rispondi

  3. io so solo che on stata a monaco il 2/2 e nn mi sono ancora ripresa da QUANTO SONO BRAVI…myles ha una voce meravigliosa e..beh tremonti basta ascoltarlo che si commenta da se…v prego portiamoli in italia!!!!

    Commento di lida | febbraio 6, 2008 | Rispondi

  4. alterbridge 4 ever…sono andato gia ad alcuni loro concerti e ci andrò…ankè al proximo…sono fantastici…un consiglio per chi ascotla solo le canzoni..leggete i testi…sonopieni di significato…ciaociao

    Commento di dellak | aprile 11, 2008 | Rispondi

  5. Sono stata al concerto al Fillmore (Picenza) e sono davvero splendidi… Tecnicamente, drammaticamente, letterariamente… sono grandi, perfetti. Non mi trovo sempre d’accordo cn la tua recensione, ma va bene così. Grande che parli di un gruppo che merita così tanto eppure così poco conosciuto!

    Commento di *LiSa* | giugno 19, 2008 | Rispondi

  6. @ *LiSa*

    Grazie mille, potresti dirmi in che punti non sei d’accordo con me? (Vorrei migliorare in queste recensioni).

    Commento di millantatore | giugno 19, 2008 | Rispondi

  7. L’album lo prendo a breve , ancora non l’ho ascoltato ma ho adorato il primo e sono un loro grande fan … riguardo la recensione e’ ben fatta ma devo ancora godermi queste canzoni per esprimere un giudizio , l’unica cosa … non paragonarmi i nickelback agli alter bridge , non c’e’ paragone specie se hai ascoltato gli alter dal vivo …
    che fenomeni !

    Commento di Novecento | luglio 17, 2008 | Rispondi

  8. il brano Blackbird e’ qualcosa di epico e non lo si puo’ spiegare in 2 righe ma si deve tornare indietro almeno 30 anni
    fosse esistito ai tempi mitici del rock sarebbe stato scolpito nella pietra per sempre insieme a brani come Child in time o Shine On You Crazy Diamond

    Commento di Fabrizio | ottobre 23, 2008 | Rispondi


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